I Menhir di Samugheo

Cuccu de Lai I Cuccu de Lai II Cuccu de Lai IV Paule Luturru I Paule Luturru II Paule Luturru III
Cuccu-de-lai-i

A Samugheo, in località Paule Lutùrru, le stele sono state rinvenute in frammenti e in giacitura secondaria in un muretto a secco presso i resti di una tomba di giganti nuragica e dell'omonimo nuraghe monotorre. Appare degno di nota il fatto che le statue siano state rinvenute lungo il margine di un tavolato ignimbritico dai fianchi precipiti che a sud si presenta fortemente inciso dal solco del Riu Massari/Arascisi, affluente del fiume Tirso che sfocia nel golfo di Oristano. Furono individuate una ventina di statue per la gran parte interessate da enigmatiche raffigurazioni in rilievo sulla faccia anteriore piana. Queste consistono in sviluppati schemi facciali con lunghi nasi e 'sopracciglia' che scontornano quasi tutto il profilo ogivale (particolarmente Paule Luturru III e IV), un motivo ad U rovescia che si diparte al di sotto del naso procedendo in parallelo alle 'sopracciglia', e un fregio centrale, sempre di forma ellittica, recante incisioni a spina di pesce, a reticolo ecc. Sono stati inoltre recuperati menhir miniaturistici, con dimensioni piuttosto ridotte, che probabilmente non superavano gli ottanta cm di altezza (Paule Luturru V).

Un recentissimo sopralluogo, effettuato sempre in agro di Samugheo, in località Cuccuru ’e Lai, in regione Linna ’e Cresia, ha consentito il recupero di circa un centinaio di frammenti di statue antropomorfe iconiche ed aniconiche ottenute dall’ignimbrite locale, reimpiegate in opera in un muretto a secco. Il sito si trova sull’altipiano di Samugheo a circa 4 km a SSO dall’abitato, su di un promontorio che s’incunea alla confluenza del Riu Maiore con il Riu Arascisi, a sua volta affluente del fiume Tirso. Le statue, ancora in corso di studio e catalogazione, restituiscono la classica forma ogivale o tronco-ogivale, con faccia piana accuratamente lavorata a martellina sia nel caso si presentino elementi simbolici, sia in quello non raro di assenza totale di raffigurazioni. Le statue antropomorfe documentano in buona parte le iconografie già conosciute nelle regioni storiche del Barigadu e Mandrolisai, nei territori di Samugheo  ed Allai in particolare, con schemi facciali in rilievo o incisi, un motivo ad U rovescia al cui centro si trova un fregio ellittico o quadrato talora interessato da leggere incisioni a spina di pesce, a reticolato o cruciformi.

Fra i frammenti delle statue recuperate si osservano diversi esemplari armati sconosciuti precedentemente a Samugheo, che raffigurano tipologie inedite anche nelle altre regioni della Sardegna centrale, quella del Sarcidano e Laconi in particolare. Si tratta di forme di pugnali con varie impugnature, semilunate e a pomo sferico, che documentano forme ben conosciute nella penisola, riferibili alle tipologie di Remedello e Spilamberto e documentati nelle stele della Lunigiana, dell’arco alpino e nell’arte rupestre alpina e datati all’età del Rame (prima metà del III millennio a.C.). Nel repertorio iconografico del sito di Cuccuru ’e Lai, seppure in numero decisamente minoritario, si presentano dei motivi finora inediti nel panorama insulare, quali quello del simbolo circolare inciso o in rilievo al di sotto dello schema del naso. In almeno un caso il segno circolare si presenta in rilievo ed epidermicamente scalfito da un motivo fitomorfo che richiama le incisioni a spina di pesce raffigurate nel fregio centrale delle iconografie canoniche di Samugheo ed Allai e le incisioni in tecnica lineare degli "alberiformi" nelle grotticelle artificiali quali ad es. Sos Furrighesos IX di Anela (SS), Noeddale I di Ossi (SS) e a Chercos di Usini (SS).